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PROGRAMMA ALLENAMENTI SETTIMANALI

PRIMA SQUADRA PRIMAVERA ALLIEVE ESORDIENTI
Allenamenti:
lunedì - martedì - mercoledì - giovedì (18-20)
Allenamenti:
martedì - giovedì (18,30 - 20)
Allenamenti:
mercoledì - venerdì (17,30 - 19,30)
Allenamenti:
martedì - giovedì (17,30 - 19,00)
Campo comunale via Aldo Moro - Mozzanica Campo comunale via Aldo Moro - Mozzanica Campo comunale via Aldo Moro - Mozzanica  Campo Ripalta Guerina
Partite: sabato (orario federale) Partite: domenica (orario federale) Partite: domenica (10,00) Partite: sabato (15,00) Mozzanica
PROGRAMMA ALLENAMENTI

 

 

Lo scorso campionato l’Atalanta Mozzanica ottiene il quinto posto finale e tra le protagoniste di quella stagione va sicuramente ricordata Gaelle Thalmann, portiere della nazionale elvetica, prima straniera tra i pali nella storia della società bergamasca. Con la sua partenza per Sassuolo, il sodalizio bergamasco ha dovuto cercare una valida sostituta e la scelta è caduta ancora una volta al di fuori dei confini nazionali. Proveniente anche lei dal Verona, con il quale aveva impressionato alla sua prima stagione italiana, ecco giungere in riva al Serio Diede Lemey, prima giocatrice belga ad indossare la maglia nerazzurra. Sguardo dolce da ragazzina, ma carattere forte e determinata a lasciare il suo segno anche a Mozzanica, Diede conquista subito i tifosi bergamaschi e con le sue parate contribuisce ai buoni risultati della squadra. In un'intervista di qualche tempo fa la sua compagna di reparto Margherita Salvi, grazie alla chioma riccioluta e ad un sorriso sempre splendente si è guadagnata il soprannome di Jean-Marie Pfaff, storico portierone della nazionale belga. E quindi come naturale che sia Diede merita senz'altro l'accostamento all'altro grande portiere fiammingo, quel Michel Preud'homme che ai mondiali del 1994 conquisto il premio "Yashin" come miglior n. 1 del torneo. 

ATA HVR DIEDE2Perché hai cominciato a giocare a calcio e perché hai scelto come ruolo quello del portiere?

E’ una domanda facilissima. Ho un fratello che ha cinque anni in più di me che da giocava e ancora gioca a calcio come portiere e io da sorellina ho cercato di emularlo da subito. Se avesse giocato a pallavolo probabilmente mi sarei data anch’io alla pallavolo. Lui era molto bravo e aveva una carriera davanti da professionista, ma purtroppo un infortunio alla spalla lo ha penalizzato e oggi gioca ancora ma nei campionati dilettantistici.

Come hai mosso i primi passi nel mondo del calcio?

Ho iniziato nel maschile in una squadretta di paese a due passi da casa. Fino a 13 anni ho giocato con i maschi dopodiché sono passata al femminile nel Dames Egem serie B. Ero giovanissima, ma mi vollero subito in prima squadra e per giocare con le grandi è stato necessario un nulla osta dalla federazione con visita medica supplementare. Ho giocato lì per due anni e poi sono passata all’Anderlecht nella serie A accorpata Belga-Olandese.

Hai in pratica esordito nel calcio che conta che eri una ragazzina.

In effetti sì. Ero arrivata in estate all'Anderlecht, con la prospettiva di giocare con la squadra B che disputava la seconda serie, allenandomi con la prima squadra durante la settimana. Compio gli anni il 7 ottobre e pochi giorni dopo, fui convocata in prima squadra per la partita di campionato in programma. Giocai titolare e da quel giorno non mi hanno più tolta da lì. Ho giocato nella serie A belga per 5 anni, vincendo tre coppe federali e un premio di miglior giocatore del mese del torneo.

Nel frattempo anche i CT delle nazionali giovanili si erano accorti di te.

Con la nazionale ho giocato e conquistato la fase finale dell’Europeo sia con l’under 17 e under 19. Fu un piccolo record per noi perché nessun gruppo in Belgio era riuscita per due anni di fila a conquistare una fase finale.

ATA SASS DIEDEE come logica conseguenza arriva anche la chiamata nella nazionale maggiore.

Cinque anni fa ho esordito in nazionale, a 17 anni e da allora sono sempre stata convocata, fino ad oggi. Questa è la prima volta in cinque anni che non vengo convocata. Non ero il portiere titolare, ma mi sono tolta comunque la soddisfazione di disputare alcune partite.

Il Belgio ha una lunga tradizione di grandi portieri. Basta pensare ai leggendari Pfaff e Preud’homme.

Impossibile non conoscerli, sono famosissimi, ma non dobbiamo dimenticare Courtois e chi c’è appena dietro di lui, oltre a tanti talenti che stanno emergendo. La tradizione nel nostro ruolo è ricchissima e ovviamente è fonte di orgoglio per me e chi gioca nel mio ruolo poterci accostare a questi campioni. Ma in generale il Belgio, seppur è un piccolo paese rispetto ad altri, ha una buona tradizione calcistica e negli ultimi anni siamo cresciuti tanto, vedi il risultato all’ultimo mondiale.

Chi è il tuo idolo?

Altra risposta facilissima: mio fratello. Guardo tante partite e seguo con attenzione i portieri che scendono in campo, per poter sempre imparare qualcosa, ma non credo di avere un vero idolo tra i grandi numeri uno. Invece mio fratello l’ho sempre seguito, è stato il primo con il quale ho giocato e mi sono allenata, mi ha insegnato tanto e quando torno a casa la prima cosa che faccio è andare a vederlo e se c’è la possibilità mi alleno ancora molto volentieri con lui.

Marco e portieriTorniamo a te. Come è nata la decisione di provare a trasferirti in Italia?

Non è stato facile perché sapevo che la cultura italiana è molto diversa rispetto a quello a cui ero abituata e che gli italiani non parlano molto inglese o altre lingue, ma oggi dopo due anni sono felice della scelta che ho fatto. Anche l’allenamento tipico qui è diverso rispetto a come lavoravo in Belgio. Viene data molta più importanza alla parte rispetto agli allenamenti che facevo a casa, che invece erano prettamente svolti sull’impostazione tecnica.

Qual è il tuo punto di forza e dove invece senti di poter migliorare ancora?

Il mio punto di forza è l’uno contro uno e il gioco con i piedi, mentre invece nelle uscite alte so di poter migliorare, ma purtroppo non sono altissima e questo non mi aiuta di certo.

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