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News Serie A

PROGRAMMA ALLENAMENTI SETTIMANALI

PRIMA SQUADRA PRIMAVERA ALLIEVE ESORDIENTI
Allenamenti:
lunedì - martedì - mercoledì - giovedì (18-20)
Allenamenti:
martedì - giovedì (18,30 - 20)
Allenamenti:
mercoledì - venerdì (17,30 - 19,30)
Allenamenti:
martedì - giovedì (17,30 - 19,00)
Campo comunale via Aldo Moro - Mozzanica Campo comunale via Aldo Moro - Mozzanica Campo comunale via Aldo Moro - Mozzanica  Campo Ripalta Guerina
Partite: sabato (orario federale) Partite: domenica (orario federale) Partite: domenica (10,00) Partite: sabato (15,00) Mozzanica
PROGRAMMA ALLENAMENTI

 

fusarpoliNOME: GIULIA FUSAR POLI

SOPRANNOME: LADY LINDY

RUOLO: AVIATORE DEL CENTROCAMPO

HOBBY: SORVOLARE IL CAMPO DA GIOCO CON LA PALLA TRA I PIEDI

Qualche giorno fa, alcune tra le più famose calciatrici statunitensi, hanno citato in giudizio la federazione americana, rea di non riconoscere al calcio femminile eguale trattamento economico, rispetto al maschile, nonostante la nazionale rosa collezioni medaglie d’oro ormai da vent’anni, mentre i colleghi uomini siano quasi nell’anonimato, a parte qualche rara eccezione. Argomenti sicuramente non nuovi per noi della povera Italia, che di discriminazione nel nostro mondo ne abbiamo da scrivere un’enciclopedia. Questo fatto mi ha comunque fatto pensare a quanto deve essere stato difficile per le donne nel passato riuscire a raggiungere obbiettivi, considerati prettamente maschili.

Una grande prova di quanto una donna possa ottenere risultati migliori degli uomini è stata sicuramente Amelia Earhat (o Lady Lindy come fu soprannominata in seguito) che, in un periodo storico dove solo indossare i pantaloni per una signora suscitava scandalo, divenne pilota d’aerei e compì nel 1932 la famosa missione di sorvolare in solitaria l’Oceano Atlantico. A questa impresa ne seguirono molte altre. Certo alle nostre ragazze non viene chiesto tanto, ma per riuscire ad ottenere grandi risultati anche loro sono obbligate a misurarsi sempre con se stesse e a straordinari sacrifici. Ne sa qualcosa la nostra Giulia Fusar Poli, che dallo scorso campionato ha visto premiati i suoi sforzi divenendo in pianta stabile parte integrale della prima squadra.

Tutto è iniziato quando?Ritiro Fusar Poli

Le prime volte col pallone avevo credo cinque anni. Giocavo sotto casa con mio fratello e i nostri amici. Papà ha giocato a livello amatoriale, ma la vera appassionata di calcio in casa è mamma che segue tutte le partite e ha una cultura calcistica invidiabile. Mi ritengo fortunata poiché i miei genitori mi hanno sempre supportato e spronato nel dedicarmi a questo sport. Ho iniziato con il maschile a Casale Cremasco, vicino a casa, e lì sono restata per tre anni. Poi a Pianengo dove ho giocato sempre con i ragazzi fino a quando il regolamento me lo ha permesso. Da lì è arrivata la chiamata del Mozzanica con cui sono partita dalle giovanissime e l’anno dopo subito in primavera con Mister Mondini, con il quale ho fatto tre anni. Dallo scorso anno faccio parte della prima squadra stabilmente.

Ricordi l’esordio in prima squadra?

Due anni fa, con mister Fracassetti in panchina, nel derby contro il Brescia del 29 marzo 2014, come potrei dimenticarlo?  In campo purtroppo le cose non andavano come speravamo, finì tre a zero per loro, ma quando a pochi minuti dal termine il mister mi fece entrare per me fu lo stesso un’emozione unica. Esordire proprio nel derby per me era un sogno che si realizzava.

Lo scorso campionato sei stata aggregata alla prima squadra e hai avuto diverse opportunità di metterti in mostra.

Si è stata un’esperienza bellissima, sono stata impiegata in diverse partite. Un momento indimenticabile fu contro il Verona, nella penultima gara di campionato. Giulia Rizzon diede forfait e allora il mister mi prese in disparte e mi disse che avrei giocato dall’inizio al suo posto.

Mozz Bari Fusar Poli PICCHai sempre fatto la centrocampista?

All’inizio ancora con i maschietti ho fatto tutti i ruoli possibili, il terzino, il difensore centrale, l’attaccante… addirittura in una gara mi fecero giocare punta, un ruolo che odio e infatti ricordo che non ho toccato un pallone quella volta. Al centro della mediana mi trovo decisamente più a mio agio. Mi hanno provato in questo ruolo in pratica da subito, appena arrivata al Mozzanica e mi sono immediatamente resa conto che questa è la posizione a me più congeniale. So di dover migliorare tanto e ci sto provando dando il massimo sempre,  grazie anche agli insegnamenti di mister Grilli e delle compagne più esperte. Da gente come Daniela Stracchi o Viviana Schiavi si può imparare davvero tanto. Anche nelle partitelle d’allenamento mi danno sempre una grossa mano, correggendomi la posizione e i movimenti da fare.

Hai un giocatore a cui ti ispiri in particolare?

Come centrocampista dico subito Marchisio, da buona Juventina, ma anche Mascherano che in quel ruolo è secondo me il numero uno. L’idolo vero e proprio però resta il capitano, Alex Del Piero. Nel femminile sicuramente le mie compagne Stracchi e Scarpellini. Tra le due forse per caratteristiche mi vedo più simile ad Andrea che a Dani, ma di Daniela invidio la grande visione di gioco che in questo momento non ho ancora. Certo, ho tantissimo da imparare prima di potermi solo avvicinare al livello di entrambe.

Veniamo al presente: nelle ultime due gare il Mozzanica ha pareggiato con Brescia e Fiorentina. Poteva andare meglio, ma poteva andare anche peggio. Per te il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto?

L’importante era non perdere, ma da recriminare abbiamo comunque qualcosa. Contro il Brescia abbiamo fatto un buon primo tempo, nessuna delle due voleva cedere, ma nella ripresa le nostre avversarie sono venute fuori, mostrando di essere una squadra vera, mentre noi siamo un po’ calate. Con la Fiorentina credo invece che abbiamo giocato molto bene per tutta la gara, la fortuna non ha proprio girato, vedi i due legni presi.  Ora siamo dietro al Brescia, ma non dobbiamo mollare, dobbiamo crederci fino alla fine.

Che obbiettivi ti sei data?

Migliorare, sotto tutti i punti di vista e tanto. E poi ho un piccolo desiderio: riuscire a fare il mio primo goal in serie A, ma non chiedermi come esulterò se dovesse succedere, perché non ho assolutamente  intenzione di pensarci adesso. Poi ci sarebbe la nazionale, sono ancora in età per l’under 19 e pertanto un pensierino ad una convocazione ce lo faccio anch’io come tutte. Fino ad ora ho partecipato solo alle rappresentative regionali, ma ho comunque il bel ricordo della vittoria del torneo delle regioni con la rappresentativa della Lombardia di qualche anno fa, tra l’altro ottenuto con le mie attuali compagne Aurora Galli e Nicole Garavelli. Per quanto riguarda il Mozzanica invece, come ti ho anticipato, vogliamo finire il campionato in testa. Ora siamo dietro, ma siamo agguerrite più che mai e ci crederemo fino alla fine. Lo dobbiamo al Presidente, vogliamo fargli questo regalo.

Cosa ne pensi del movimento femminile in questo momento?

Ci manca purtroppo ancora tanto per avvicinarci agli altri campionati europei. A scuola di recente se ne parlava e c’erano dei ragazzi che non credevano che i nostri “stipendi” sono così bassi (per chi li riceve ovviamente…)e che anche le giocatrici della nazionale sono dilettanti a tutti gli effetti.  Uno di loro mi faceva l’esempio delle squadre professioniste maschili, dove nelle giovanili, appena un calciatore diventa maggiorenne, gli viene fatto sottoscrivere il contratto da professionista, con stipendi che vanno ben oltre i nostri. Inoltre chi non conosce il nostro mondo, (ma purtroppo anche molte figure che lo dovrebbero conoscere bene) ci vede spesso come ragazze “strane”, appellate con battute che preferisco non ripetere e finché impera in Italia tanta ignoranza dove vogliamo andare?

Tolte le scarpette da calcio cosa fa nella vita Giulia?

Studio al “Pacioli” a Crema, un istituto tecnico, con indirizzo sportivo. Chi lo frequenta consegue un diploma in ragioneria, ma con specifiche attitudini al mondo dello sport. Sono all’ultimo anno e vorrei uscire con un buon voto, dopodiché vedrò il da farsi. Penso comunque che continuerò gli studi. Vorrei laurearmi in scienze motorie. Veri e propri hobby non ne ho. Tra calcio e scuola non mi rimane molto tempo libero. Quello che resta lo uso per riposare e uscire con gli amici.

Il riposo dei campioni, necessario per risalire sull’aeroplano dei propri sogni, pronta a raggiungere obbiettivi sempre più importanti.

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