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News Serie A

PROGRAMMA ALLENAMENTI SETTIMANALI

PRIMA SQUADRA PRIMAVERA ALLIEVE ESORDIENTI
Allenamenti:
lunedì - martedì - mercoledì - giovedì (18-20)
Allenamenti:
martedì - giovedì (18,30 - 20)
Allenamenti:
mercoledì - venerdì (17,30 - 19,30)
Allenamenti:
martedì - giovedì (17,30 - 19,00)
Campo comunale via Aldo Moro - Mozzanica Campo comunale via Aldo Moro - Mozzanica Campo comunale via Aldo Moro - Mozzanica  Campo Ripalta Guerina
Partite: sabato (orario federale) Partite: domenica (orario federale) Partite: domenica (10,00) Partite: sabato (15,00) Mozzanica
PROGRAMMA ALLENAMENTI

rizzonNome: Giulia Rizzon

Soprannome: Mulan

Ruolo: Mettere sale e pepe ovunque, sia in difesa che a centrocampo.

Hobby: Realizzare eurogoal… alla Play Station.

“Il fiore che sboccia nelle avversità è il più raro e il più bello di tutti. Non s'incontra una ragazza come quella, tutte le dinastie.” La frase appena letta è presa dal film Disney “Mulan” ed è ovviamente rivolta alla protagonista della fiaba. Mulan è una donna e per questo non può far parte dell’esercito cinese, riservato ai soli uomini. Travestendosi e sostituendo la forza fisica ad un’astuzia superiore di quella di qualsiasi altro soldato riesce però a diventare un guerriero dell’imperatore. Chi in questa trama non trova tanti punti in comune con le nostre ragazze, che da sempre fanno una cosa “da uomini”, ma con la differenza che la fanno meglio, con più passione, sacrifici e meno soldi. Per chi racconta le loro gesta è puro divertimento trovare un soprannome ad ogni biancoceleste che ne rispecchi lo spirito. In questo caso una grossa mano me l’ha data la mamma della campionessa in questione che già da tempo ha ribattezzato “Mulan, la ragazza guerriera” la figlia. E paragone non poteva essere più azzeccato per Giulia Rizzon, la protagonista dell’intervista di oggi.

Innanzitutto Giulia, da dove nasce il tuo amore per il calcio?

Ho ereditato la passione da papà e zio, tifosissimi del Milan ,che han ben pensato di darmi subito una palla in mano e da lì tutto cominciò. A Giulia Mulan5 anni e mezzo ero già nella Luisiana, una squadra con sede vicino al mio paese e lì sono rimasta fino a quando è stato possibile giocare con i maschi. Io e altre ragazze venimmo in seguito prelevate dalla Bergamasca che divenne la mia prima squadra di calcio femminile. Anche lì ebbi la fortuna di poter giocare a calcio  vicino casa, allenata da Davide Lunghi che ci ha cresciuto e che oggi ritrovo nello staff tecnico del Mozzanica. A quattordici anni arrivò il passaggio in biancoceleste, prima nelle giovanissime, poi alla primavera e quindi alla prima squadra. Per me è il sesto anno a Mozzanica di cui sono felicissima di far parte.

Tu nasci come centrocampista, ma vieni spesso utilizzata anche come difensore centrale, quale dei due ruoli preferisci?

Beh.. a centrocampo sta il vivo del gioco e sicuramente si partecipa di più alla manovra corale, mentre in difesa spesso capitano partite dove rischi di annoiarti pertanto la risposta è scontata. Sin dai maschietti giocavo a centrocampo, però già nei primi anni di femminile venivo impiegata per esigenze di squadra anche in difesa, facevo un po’ da jolly già da allora. Col passare del tempo mi sono abituata ad essere considerata più difensore centrale, ma poiché giocare come in quella posizione è comunque delicato, specialmente in serie A, agli esordi nel massimo campionato inizialmente tornai a giocare sulla mediana. Onestamente però da quest anno Mister Grilli ci sta facendo capire quanto è importante anche l’ultimo uomo in fase di impostazione della manovra e quindi è sempre più frequente che anche i difensori siano parte attiva della fase offensiva.

Tu hai avuto delle esperienze importanti con le rappresentative regionali e con le giovanili azzurre, cosa puoi raccontarci a proposito?

Ho giocato due anni nella rappresentativa della Lombardia al torneo nazionale delle regioni. Il primo anno arrivammo in finale, ma non siamo riuscite a portare a casa la coppa. Al secondo tentativo invece abbiamo conquistato il titolo nazionale battendo il Veneto, grazie ad una rete di Federica Asperti. In nazionale fui convocata nell’Under 17, dove ho partecipato solo ad una prima fase di qualificazione, che giocammo in Svizzera,  ai campionati europei. Era una nazionale ricca di nomi importanti come Pedretti, Di Criscio, Alborghetti ecc.

Giulia Mulan2Di tutte le compagne del Mozzanica che hai conosciuto in questi anni, quale secondo te è stata la più forte, o comunque quella che ti ha lasciato impresso qualcosa in particolare?

Io sono arrivata in prima squadra con il Mozzanica che si apprestava a partecipare al suo primo campionato di serie A e da allora siamo sempre cresciute sul piano tecnico, grazie all’arrivo di ragazze di grande talento volta per volta. Ad ogni stagione si è aggiunta una o più giocatrici di valore, ma quest anno sono rimasta stupita, anzi esterrefatta, nel vedere da vicino Daniela Stracchi. Mi ha impressionato tantissimo vedere una giocatrice che alla Torres ha vinto tutto, ma oggi continua ad allenarsi con una voglia travolgente di vincere e mettersi sempre in gioco. Una vera professionista che vive il calcio con tale passione da riuscire a trasmetterlo anche a noi. Personalmente non potevo sperare in un acquisto migliore. Da lei sono sicura di poter imparare tanto.”

Scegli il ricordo più bello che fino ad oggi ti ha dato il calcio.

Ai tempi della primavera andammo a disputare la fase finale del nazionale a San Remo. Vennero a vedermi i miei nonni che abitano a Como per vedere la loro nipotina, giocare nella città nella quale si erano sposati. E proprio in quell’occasione segnai un goal e glielo dedicai. Il goal è qualcosa di speciale che ogni volta ti carica e farlo lì davanti a loro e poterglielo dedicare, penso sia stato uno dei più bei momenti di tutta la mia vita.

Il peggiore invece?

Credo lo scorso anno. C’è stato un momento nel quale non ero più in grado di valutare se fosse giusto o no far parte del Mozzanica. Avevo poco spazio e non giocare non mi permetteva di mettere in pratica le cose che si possono imparare in allenamento. Senza contare che rischi di perdere il ritmo gara. Aggiungi il fatto che ho avuto tanti piccoli problemi a livello muscolare e la somma è stata un anno in generale travagliato.

Anche quest anno però non sei partita come titolare, cosa c’è quindi di diverso?

C’è che l’arrivo di Mister Grilli ha portato una carica di positività contagiosa. Gli allenamenti sono molto duri, ma allo stesso tempo sento che posso imparare tanto con questi metodi e anche il gruppo è molto più unito e convinto dei propri mezzi. Quest anno non sento il peso di allenarmi, gli allenamenti sono precisi, mirati, intensi, ma nei quali oltre ad imparare ci divertiamo anche.

Parliamo invece della Giulia Rizzon che non veste i calzoncini corti biancocelesti: tanto per iniziare che scuole hai frequentato?

Ho frequentato ragioneria con indirizzo sportivo, presso l’Istituto Superiore Luca Pacioli, una scuola dove oltre alle classiche materie tecniche c’è la possibilità di seguire diverse discipline sportive. Ho fatto ping pong, nuoto, pallamano, baseball, arti marziali. Avevamo ben sei ore di pratica sportiva alla settimana. E come naturale conseguenza, finite le superiori mi sono iscritta alla facoltà di Scienze Motorie presso l’Università Cattolica, della quale sto frequentando il terzo anno, al termine del quale dovrò affrontare la tesi. L’Italia purtroppo non offre molto a livello lavorativo e avere una solida base di studi è importante. Da questo punto di vista i miei genitori mi hanno sempre sostenuto.

A proposito di genitori, tuo padre è uno dei più costanti e appassionati tifosi del Mozzanica.Giulia Mulan3

Puoi pure dire che mio padre è letteralmente impazzito per il Mozzanica e per il calcio femminile in generale. Lui dice sempre: “In tutto ciò che fai nella vita ci vuole passione e io vedo la passione negli occhi di queste ragazze che giocano a calcio, che fanno tanti sacrifici pur non avendo spesso ritorni economici. Tutto il contrario rispetto al calcio maschile. Vedere passione in queste ragazze fa venire i brividi.” E come dargli torto?

Hai degli hobby al di fuori del calcio?

Ascolto musica e amo stare con i miei famigliari e le persone a cui tengo. Quando ci sono eventi particolari soprattutto. Ma se devo scegliere un passatempo in particolare dico la Play Station! Ovviamente il calcio è il mio gioco preferito e mi piace modificare il nome dei giocatori mettendoci anche il mio in mezzo ai campioni che giocano in stadi galattici. E quando segno mi emoziono sempre.

E dell’inno del Mozzanica di cui sei interprete che mi racconti?

Anche quello è nato dalla passione di papà. Lui vedendo la nazionale femminile schierata in mezzo al campo cantare l’inno gli vengono i brividi ogni volta e ha voluto ricreare qualcosa del genere a Mozzanica. Ha contattato dei suoi conoscenti che hanno creato la base, ma serviva qualcuno che lo cantasse. E così ha ben pensato di coinvolgere me e mia sorella e altri amici in questo lavoro.

Tra dieci/quindici anni starai giocando a calcio, oppure lavorerai in abito sportivo? O invece sarai in cucina a preparar manicaretti?

Di progetti ce ne sono tanti. La cosa a cui ambisco di più è avere una vita che non mi annoi, dove posso divertirmi, ma dove divertirsi non vuol dire passare le serate in discoteca, ma vuol dire costruirmi con serenità un futuro. Non è facile, ma per fortuna alle spalle ho una famiglia con un’attività ben avviata che non rinnego. Papà gestisce un ristorante e a me è sempre piaciuto lavorare dietro i fornelli e dargli una mano quando c’è bisogno. Certo gestire un locale non è semplice come lavorarci dentro, ma da papà penso di aver ereditato anche la passione per questo tipo di lavoro. Certo il calcio per me è vita e non mi ci vedo proprio senza. Io voglio che lo sport sia sempre nella mia vita perché lo sport insegna, educa e ti dà tanto, non in termini economici, ma ti lascia dei ricordi che non si cancellano.

Un’autentica lezione di vita quella che Giulia ci ha trasmesso oggi con le sue parole. E chi meglio di Mulan può insegnarci che un grande cuore può superare qualsiasi ostacolo?

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